Acqua e vento

Porto Canale - Bellaria - oltre i limiti #5

Sono i due elementi che più mi affascinano, e che allo stesso tempo mi mettono paura.
Hanno una potenza enorme, e quando si scatenano è impossibile controllarli: arrivano e spazzano via tutto. Quando poi si coalizzano, sono impressionanti. Ieri sera, facendo la foto qui sopra, ho percepito chiaramente il significato della frase “essere in balia degli elementi“. Come dicevo, un pò in tensione, ma di sicuro affascinato.

Alla prox

[e,in]voluzione

Pensa ad una sala semibuia, con le pareti che ancora, dopo anni, emanano un sentore di fumo.

Pensa a quelle file di tavoli, grossi, pesanti, ognuno con la propria fila di luci, basse di intensità, e di altezza, tanto da rischiare di sbatterci la testa o la stecca.

Pensa a quel panno verde, liscio, caldo, segnato dalle bocciate e dalle steccate di giocatori inesperti.

Ci hai pensato?
La immagini, la sala da biliardo?

Ecco, bene, prova ora ad immaginarla con dentro un orrore di questo genere.

E questo lo chiamano innovazione. Mah.

Alla prox

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La Certosa di Bologna

Alfa e Omega
[Questa è una di quelle che più mi sono piaciute, Alfa e Omega, inizio e fine, bellissima]

Ritagliarsi un poco di tempo per se, riuscire ad incastrarlo nel sempre più affollato TODO quotidiano.
Venerdì sono salito a Bologna per motivi personali, e ne ho approfittato per fare due cose alle quali tenevo: 0) una serata con un paio di amici con i quali non passavo tempo assieme da troppo; 1) un piccolo photowalk alla Certosa di Bologna.

La parte vecchia della Certosa mi ha sempre affascinato, fin da piccolo, e quando con mia mamma andavo a salutare il nonno, una visita a quella zona non mancava mai.

Per un attimo ho temuto di dover desistere, vedendo un cartello che indicava il divieto di foto all’interno del cimitero; poi, informandomi con un addetto, sono riuscito ad ottenere un permesso temporaneo per il pomeriggio.
Una atmosfera incredibile: sarà forse che ci sono stato di venerdì pomeriggio, fatto sta che non c’era nessuno in giro, e gli unici rumori che disturbavano il silenzio dei chiostri era quello dei miei passi. Da brivido.

Qui il set completo.

Alla prox

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Tethering, Android e Linux

Considerato il prolungarsi dello stato digital-divided a casa, mi sono finalmente deciso a testare la connessione Internet tramite il mio fido HTC Magic.
Le guide in rete sono svariate, ma purtroppo danno troppo spesso per scontato che uno abbia Windows nel proprio PC, tralasciando Linux e OSX. Ma fortunatamente qualche anima pia esiste, ed ora, infatti, scrivo questo post usando l’HTC per connettermi alla rete.

Ecco come ho fatto.

Prerequisiti:

* un telefono con Android (HTC Magic qui, non so se per gli altri è uguale);
* un buon piano dati, per evitare brutte sorprese;
* il cavetto USB per collegare il telefono al PC;
* il pacchetto openvpn installato sul PC;
* l’Android SDK installato sul PC, giusto per avere a disposizione adb (Android Debug Shell);
* il file azilink.ovpn salvato da qualche parte nell’HD del PC;
* il file /etc/udev/rules.d/51-android.rules, con i giusti permessi di esecuzione (a+rx), e contenente:

1
SUBSYSTEM=="usb", SYSFS{idVendor}=="0bb4", MODE="0666"

* l’aggiunta di

1
nameserver 192.168.56.1

al file /etc/resolv.conf;

Ora ci spostiamo sul telefono:

* abilitare il debugging tramite porta USB (Impostazioni->Applicazioni->Sviluppo);
* installare Azilink da qui;

Partiamo (legenda: P == PC, T == Telefono):

* colleghiamo T a P;
* P: nella shell, adb forward tcp:41927 tcp:41927;
* T: avviare Azilink e attivare il servizio; lo stato di Azlink mostrerà Waiting for connection;
* P: nella shell, sudo openvpn azilink.ovpn, ovviamente verificando il path del file azilink.ovpn, e lasciando il terminale attivo;
* T: lo status di Azilink passerà a Connected to host;
* aprire il browser e godere della nuova connessione alla rete;

Per connettersi successivamente, questi i passi necessari:

* abilitare il debug USB sul telefono;
* avviare Azilink sul telefono, e attivarne il servizio;
* verificare sul PC che il file /etc/resolv.conf contenga la riga aggiunta, è possibile che il file in questione venga rigenerato da programmi esterni, come il Network Manager, ad esempio;
* eseguire sul PC adb forward tcp:41927 tcp:41927;
* collegare il telefono al PC;
* eseguire sul PC sudo openvpn azilink.ovpn;

e si dovrebbe essere in grado di connettersi alla rete nuovamente.

Un poco macchinoso, indubbiamente, e probabilmente semplificabile tramite un qualche script, ma garantito funzionante!

La fonte originale dalla quale ho tratto le informazioni è questa.

Alla prox

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Cabal

Dio è un astronauta, Oz è a cavallo dell’arcobaleno e Midian è dove vivono i mostri

Cabal, un film a cui sono molto legato, dove i cosiddetti mostri sono, diversamente dal solito, i buoni. E a volte, quando mi sento un pò freak, un pò diverso, anche io cerco la mia Midian, nella quale rifugiarmi in pace.

Film e libro consigliati, e il primo non fa eccessivamente paura.

Alla prox

Brotherhood

Niente, cercavo info sul Tribunale del Malato per delle imperizie durante il ricovero di mia figlia in ospedale, e sono finito sul sito veneziano dell’associazione. Non mi ha dato nessuna informazione utile, ma ci ho trovato questa frase bellissima, secondo me, che vale un post.

Il tuo Cristo è ebreo,
la tua democrazia greca,
il tuo caffè brasiliano,
la tua vacanza turca,
i tuoi numeri arabi,
il tuo alfabeto latino.
Solo il tuo vicino è straniero.

[1994, manifesto sui muri di Berlino]

Alla prox

Se Friendfeed è down…

Se Friendfeed è down…

* Si registreranno inattesi picchi di produttività, nonostante sia venerdì;
* La probabilità di vedere apparire la balena su Twitter aumenterà a dismisura;
* Ci saranno aumenti di following e followers su Twitter (vedi punto precedente);
* Si raschierà il fondo del barile, riattivando Buzz e Waves;
* Diverse persone si sentiranno spaesate, con ondate d’ansia scarsamente contenibili;
* Questo post verrà letto da pochissime persone;

Ciao, ora faccio un altro refresh su una certa pagina e vado a prendermi un caffè.

Alla prox

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[UPDATE] ora FF sembra risorto, ma i risvolti sugli stati d’animo che ci ha causato questo downtime rimangono.

Ouija board

I tre amici sono alle prese con una delle prime vacanze in solitaria, senza genitori al seguito.
Niente di esagerato, giusto un centinaio di km separano la tenda dal controllo, ma la libertà che respirano è forte, indubbiamente. Le regole si riducono ai minimi termini, mangiare, dormire, bere, tutto con proporzioni differenti dal solito. Fanno quello che vogliono, senza pensieri; vanno dove vogliono, le bici sono tante, basta solo allungare una mano.

Ed è in questo modo che si allontanano dal campeggio, quella sera, molto probabilmente con una scorta di birre al seguito, per evitare di non trovarne in giro. Le pedalate sono leggere, come il loro stato d’animo, senza pensieri, come può esserlo un adolescente in vacanza da solo. La strada è lunga e scarsamente illuminata, ma c’è gente in giro, gente che si muove con lo stesso passo leggero. Le colonie passano lentamente, una dopo l’altra, e pian piano le luci aumentano, appaiono le case, si comincia a sentire il brusìo dei turisti. La meta è vicina, ancora una decina di minuti, e poi sono arrivati.

L’ora comincia ad essere tarda, e in giro c’è meno confusione rispetto a prima. Camminano con le bici alla mano, nella stretta striscia di cemento che separa gli scogli dalla massa scura delle acque del canale, poi trovano qualche scoglio meno scomodo degli altri e si siedono, attingendo dalle scorte.

Non è chiaro come venga fuori il discorso, e forse non ha nemmeno importanza, ma da una tasca appare nuovamente quel foglio piegato e ripiegato, scritto a mano, con le lettere dell’alfabeto circondate da un cerchietto.

“Rifacciamo la seduta?”

La tavoletta Oujia improvvisata viene stesa alla meno peggio sul cemento, una 200 lire viene nominata cursore e poggiata sul foglio. Non c’è fretta. Le chiacchiere proseguono ancora per un pò, assottigliando le scorte, poi si comincia. La gente, ormai, è defluita, il molo è praticamente deserto, a meno di una coppietta poco più indietro, che bada con interesse ai fatti propri. Tre dita uguali di tre mani diverse vengono appoggiate leggermente sulla monetina/cursore, gli occhi si chiudono, i respiri calano di frequenza ed intensità, l’idea sembra quella di trovare una parvenza di solennità e concentrazione. Ma il sospetto di venire presi in giro dagli altri è molto forte, e i tre si tengono sotto controllo, cercando di non dare nell’occhio, attendendo un cenno che faccia capire che c’è qualcuno che lo fa apposta, a muovere la moneta.

E formulando questi pensieri, si accorgono, con la lentezza derivante dall’alcool e dalla stanchezza, con stupore e forse qualcosina di più, che la moneta si sposta piano, quasi impercettibilmente, ma che lo fa davvero. Un percorso lento, quello della moneta, seguito da tre paia di occhi sgranati; un percorso che al suo termine sentenzia la parola Onda.

Poi tutto finisce. Rimane il dubbio, che sfocia in una aggressività benevola verso i reciprochi altri due, aggressività figlia della certezza di esser stato preso in giro. La serata è finita; un ritorno meno leggero dell’andata aspetta il trio, una strada che prima era scarsamente illuminata ora è buia, senza anima viva, affiancata da edifici massicci e tetri. La questione della moneta viene dibattuta per qualche giorno, poi cade nel dimenticatoio adolescenziale.

Sembra cadere.

In realtà rimane lì, appena sotto la superficie, a volte intuibile, altre meno, altre no.
Ma c’è. E può succedere che in una fredda serata d’inverno di una ventina d’anni dopo i tre si riuniscano per un incontro, per rinsaldare una amicizia un pò sfibrata dal tempo e dagli avvenimenti, e che in uno di quei momenti di quiete tra un discorso e l’altro, la fatidica domanda riemerga in superficie.

“Ok, ma chi cazzo la muoveva, la moneta?”

Così, senza bisogno di spiegazioni aggiuntive, perchè tutti sanno di che cosa si parla.
I tre uomini fanno spallucce, incapaci di dare una risposta, e proseguono il giro in macchina.

[un abbraccio forte a Piero e Daniele]

Alla prox

Lifestream

Lifestream è il nome dell’ultimo plugin che ho aggiunto alla mia installazione di Worpress.
Cercavo da un pò di tempo uno strumento del genere, che mi permettesse di mostrare una linea temporale delle mie attività in rete, e che fosse integrabile nel blog.
Finalmente l’ho trovato, e il test, che si è tramutato automaticamente in soluzione definitiva, mi ha entusiasmato molto: installazione semplicissima fatta direttamente dalla dashboard, setup a prova di utonto, velocità nella esecuzione delle operazioni.
In questo screenshot, i servizi supportati:

Lifestream, feed supportati

Direi che Lifestream copre un ventaglio piuttosto ampio di servizi, e in ogni caso se il nostro stream preferito non è tra quelli previsti di default, beh, c’è il sempre valido RSS generico a venirci in aiuto.

Finalmente ho ottenuto quello che volevo, e lo trovate a questa pagina.

Alla prox

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Dell’irritarsi per un nonnulla

[In un thread sugli uomini e le donne, relativamente al lasciarsi]

Io credo che siamo 2 universi diversi ma paralleli. E’ raro trovare un uomo che capisca a pieno una donna ed è raro trovare una donna che capisca a pieno un uomo.

Ma due universi ’sto cazzo. Non ci sono uomini e donne, bianchi o neri, gay o etero. Ci sono sempre e solo delle persone.

Alla prox

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