WP per Android

Questa mattina, razzolando nel Market per vedere se erano disponibili degli aggiornamenti per le applicazioni già installate, mi è balzata all’occhio l’applicazione WordPress per Android sviluppata da Automattic.
In precedenza ho usato con successo wpToGo, ma il fatto di avere disponibile una alternativa sviluppata direttamente dalla piattaforma di blogging del cuore mi da un certo stimolo al cambiamento…
Ah, ovviamente il presente post è scritto interamente usando la suddetta applicazione ;)

Alla prox

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Perchè fotografo

Senza punto interrogativo, il perchè lo conosco bene.
Questo post prende fortemente spunto dalla sezione con il medesimo nome che si trova nel blog di Lyonora (e trovo la sua spiegazione assolutamente deliziosa).

Premetto di non avere un background fotografico, nel senso che non ho mai fatto corsi di fotografia, e quello che riesco a tirare fuori dal CCD è frutto sia delle ottime ottiche Nikkor che degli esperimenti fatti con le varie impostazioni della macchina. E questo nel bene e nel male.

Ho iniziato a fotografare per necessità in un periodaccio della mia vita, dopo essermi reso conto mio malgrado che le cose, se non “fissate” adeguatamente si perdono per sempre, ed è un vero peccato. E da qui l’acquisto della Nikon D40, che conoscevo già, avendocela a casa.

E niente, as usual da cosa nasce cosa, la necessità si è tramutata in passione, e foto dopo foto ho visto aumenti qualitativi, e ora come ora sono molto soddisfatto dei miei scatti.

Ora posso persino giustificare qualche acquisto dedicato, come un nuovo obiettivo o il monopiede (ignoro il termine tecnico, ma il commesso di MW mi ha capito benissimo), e niente, la trovo bella, questa cosa.

Alla prox

PS: questo post mi piace talmente tanto che l’ho trasformato in pagina.

HTC Magic, impressioni d’uso

I tre desk del mio Magic

Dopo diverse settimane d’uso, è giunto il momento di scrivere qualcosa su questo gioiello.
Customizzato, arricchito con decine di applicazioni (più o meno utili) che ne estendono le funzionalità, e lo trasformano in una stazione mobile completa, almeno per le mie esigenze.

La connessione nativa con Google è impressionante, e da fan di BigG ci sbavo.
La gestione dei contatti, le email, GTalk, i calendari, i documenti, tutto viaggia con una fluidità incredibile, fluidità garantita dall’ottimo multitasking dello smartphone.
Il traffico dati, richiesto da questo stato always-on, non è per niente elevato, cosa che in effetti un poco temevo: dal 02/01/2010 ho generato 57.32MB di traffico dati Wi-Fi (84% in entrata, 16% in uscita), e 98.61MB di traffico dati cellulare (72% in entrata, 28% in uscita), per un totale di 155.93MB.
Ora, anche se non avessi avuto reti wireless a disposizione, sarei comunque rientrato nei limiti del piano dati che ho sottoscritto con Wind, MEGA1500, ovvero un bonus mensile di 1500€ di traffico dati a fronte di una spesa di 8€, che portato in MB corrisponde circa a 450MB.

La batteria, tallone d’Achille degli odierni smartphone, si allinea alla media, consentendo tranquillamente un mattina/sera (almeno per l’uso che ne faccio io). C’è chi ha scelto l’opzione di acquistare una batteria più potente (tramite Ebay, e a prezzi veramente bassi), io per ora non ne vedo la necessità, essendo spesso vicino ad una presa di corrente oppure USB; l’unico acquisto in tal senso è stato il caricabatteria da auto.
A priori, penso che non ci si possa aspettare molto come durata di batteria, da questo tipo di device: hanno milioni di funzionalità e schermi piuttosto grandi, più di tanto non si può chiedere loro.

Poi, con alcuni addon, i principali social networks diventano immediatamente fruibili anche in mobilità, cosa che prima, con il Nokia E65, richiedeva uno sforzo sensibile. Solitamente tendo a scegliere, se disponibili, le versioni mobili delle varie reti, come per Twitter e Friendfeed (usando f2p), ma devo ammettere che alcune applicazioni per Android sono molto ben fatte, e più usabili del corrispettivo mobile, tipo le applicazioni per HelloTXT e Facebook (quest’ultima fornisce anche le notifiche, cioè l’iconcina che appare nella barra in alto, come per chat, email e SMS).

Poi, che altro?

* wpToGo, che mi permette di creare e pubblicare post e draft sul mio blog, tutto senza spostare le mani dallo smartphone, upload di immagini incluso. E garantisco che ruotando di 90° il telefono e impugnando il device con entrambe le mani, la tastiera onscreen si ingrandisce, e si scrive abbastanza comodamente.
* tasKiller, task manager/killer, utile per liberare memoria: quasi tutte le applicazioni, infatti, non si chiudono, ma rimangono in background, pronte per un uso successivo.
* pixelPipe, che permette di uppare foto su diversi servizi web, e che io uso principalmente per Friendfeed e Flickr.
* Saldo Wind, che mi ritorna un SMS contenente il credito residuo e il bonus residuo dell’opzione
dati che ho attivato.
* AnyCut, che consente di creare shortcut ad azioni di diverso tipo, come SMS e chiamate dirette ad un contatto (tipo la chiamata rapida del Nokia, per intenderci).

La lista sarebbe lunga e tediosa, e anche inutile, vista la presenza di questo utilissimo speadsheet su GDocs, che racchiude tutto il rilevato dagli amici della stanza Androidi su Friendfeed.

Ah, non ho messo alcun link alle applicazioni elencate sopra perchè il tutto si trova comodamente nell’Android Market, assieme ad un altro fantastilione di cose più o meno utili. Alla faccia di chi dice che l’iPhone è meglio perchè ha più applicazioni ;)

Alla prox

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La memoria

Oggi ricorre il Giorno della Memoria, in ricordo delle vittime dell’Olocausto.

Mi stavo preparando per scrivere questo post raccogliendo un pò di materiale.
Sono partito dalla pagina di Wikipedia sulla pulizia etnica; e li mi sono fermato.
Lo so, avrei dovuto continuare e proseguire verso la Shoah e l’Olocausto vero e proprio, ma il vedere le date relative alle ultime pulizie etniche mi ha messo i brividi.
E’ il Giorno della Memoria, per non dimenticare, e per rendersi conto che purtroppo c’è chi lo fa.

Monumento, Berlino

Foto by luiginter

Alla prox

Sulla proprietà intellettuale

Nel dettaglio, quella in rete, quella relativa ai contenuti generati dagli utenti, aka UGC (User Generated Content).
E di come, più o meno volontariamente, venga calpestata, in malafede o per ignoranza.

Il contenuto può essere il più svariato, foto, musica, video, codice sorgente, testo.
Ma alla base di tutto c’è la persona che l’ha creato, con la sua passione e il suo ingegno.
Certo, abbiamo molti tipi di licenze che tutelano la nostra creazione, dalla famosa GPL per il codice sorgente ai vari flavours Creative Commons, ma, a volte, nemmeno questo è sufficiente per proteggerci.
E allora, occhi aperti, sempre.

E poi, non c’è solo la questione delle licenze, c’è anche una netiquette, magari non scritta, ma che c’è, ed sarebbe da seguire, imho.
Tipo il comunicare all’autore di un certo contenuto che la sua opera verrà utilizzata nel tal modo e per il tal motivo.
Un gesto di cortesia.

E infine, ultimo ma anche no, l’arroganza di chi pensa di poter fare il bello e il cattivo tempo con le cose che trova su Internet, con la scusa che, appunto, sono su Internet. Magari, attribuendosene pure il merito.

Da dova mi arriva tutta questa acredine? Dal tristo episodio che ha avuto come partecipanti, da un lato il caro amico Stark, e dall’altro l’ultimo show dell’onorevole attore Barbareschi, tale “Barbareschi Sciock”, e in mezzo, le battute presenti sul blog di Spinoza.it .

Se non conoscete i dettagli di questa vicenda, qui c’è l’articolo del Corriere.it .

Ora, Stark non ha certo bisogno del mio supporto per poter gestire l’episodio, ma un pò di tam-tam mediatico non può che giovare alla cosa.

Alla prox

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(S)Chiarimenti

La decisione è stata presa in un lampo, travolgente e irrevocabile. Schiarire.
Basta scuri, basta negativi, è tempo di chiarezza, semplicità, luminosità.
Ed ecco, non annunciato, improvviso e (de)colorato come il freddo degli ultimi giorni, il tema nuovo di questo blog.

E’ basato su Precious, tema chiaro e minimale, che supporta bene sia i widget sia il plugin BackType, a differenza della carrozzeria precedente. Il tema l’ho hackato un poco per farci funzionare il mio plugin che mostra le categorie e i bookmarks come menù dropdown a scomparsa.

Per rispetto della licenza GPL, qui c’è il diff con le modifiche che ho apportato al tema, e qui il mio plugin.

Piace?

Alla prox

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Metterci la faccia

BarCamp FI - #murate

Ovvero, del perchè secondo me un avatar con la propria foto è la scelta migliore.
Il mio pensiero, condivisibile oppure no, è che metterci la faccia responsabilizza, o quantomeno non consente di nascondersi dietro ad una immagine più o meno anonima.
E in questo momento, in cui i discorsi sull’identità digitale sono quasi all’ordine del giorno, non mi sembra una cosa da sottovalutare.
Il pensiero non è recente, in effetti risale ad un intervento al RomagnaCamp dello scorso settembre, ma mi è capitato di riformularlo lo scorso sabato, in occasione della toccata e fuga al BarCamp fiorentino (la foto sopra mostra uno scorcio della bellissima location, le Murate in Firenze).
Volgendo lo sguardo a destra e a manca in cerca di qualche volto noto del quale si era certi della presenza, mi sono sentito chiamare per nome da Dario, che non seguo e non mi segue (ora si :) ) su nessun social network, e che evidentemente mi ha riconosciuto dall’avatar (e con buona memoria, visto che la scelta di valicare l’Appennino è stata fatta senza alcun annuncio).
Ora, è chiaro che in questo caso la presenza della foto è servita puramente a fare networking dal vivo, ma non nascondo di essere rimasto piacevolmente colpito dalla cosa.
Metterci la faccia serve!

Alla prox

Si.Può.Fare!

Si.Può.Fare!

[Nikon D40, 0.02sec (1/50), f/5.6, 55mm]

E’ l’espressione che le leggo negli occhi, e mi accorgo di quanto cresca in fretta.
E non è una questione anagrafica, è come si comporta, come parla, le cose che un paio di mesi non faceva e ora fa, tipo quella di arrampicarsi in alto nei giochi al parco.
Basta una bambina di un paio di anni più grande che faccia da esempio, una serie di movimenti da imitare. La vedo che si sforza, che si fa forza sulle braccia e sulle gambe, vedo che a volte ha paura di cadere, ma va avanti, fino in fondo. E alla fine, mi guarda, “Babbo, ma allora è facile!”. E via, una, due, cinque volte, quel giro che un paio di mesi fa aveva paura a fare, e guardava dal basso.

Alla prox

Dialoghi

FriendFeed è un posto bellissimo, ci incontri persone interessanti, con le quali intrecciare dialoghi veramente profondi.

Questo è la mia discussione con la Fran, si è parlato di auto e automobilisti.

[Fran, lo status] Pensieri di un ateo morente, su una Polo.
[Io] – ma che pessima immagine.
[F] – è il riassunto di un messaggio promozionale.
[I] – di sicuro successo.
[F] – del resto, il mio istruttore di scuola guida diceva che chi guidava una Golf erano tutti stronzi palloni gonfiati che si dovevano schiantare
[I] – (dimmi che non hai una Golf) l’ho sempre pensato anche io
[F] – (no, ho un’alfa)
[I] – ah.
[F] – già
[I] – vabbè, poteva andarti peggio, potevi avere una Golf.

Filippo ne è rimasto entusiasta, l’ha postato nel suo Tumblr.
La Fran e io l’abbiamo ribloggato nei nostri, e siamo diventati tutti e tre amici.
Filippo si è guadagnato un giro di birre.
E poi dicono che a passare un sabato sera davanti al PC non si combina un cazzo.

Alla prox

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[Tip] VMware Server 2.x in Ubuntu 9.10

Un breve tip necessario per risolvere un problema contro il quale sono incappato.

Una parte dell’aiuto che do al team di E17, oltre a scrivere del codice, consta nel testare l’installazione dai sorgenti nei principali sistemi BSD, in primis FreeBSD e NetBSD, OpenBSD a breve.

Per il test utilizzo la versione Server di VMware, il noto tool di virtualizzazione.

In seguito al recente aggiornamento di Ubuntu (9.04 -> 9.10) sono incappato un errore che mi impediva di reinstallare VMware Server, errore relativo alla compilazione dei moduli di rete per il kernel.

Una breve googlata, nel link sottostante il workaround, testato e funzionante. Ah, il link fa riferimento all’architettura x86_64, ma è funzionante anche per la 32bit.

VMware-server 2.0.x Installation HOWTO for Karmic Koala x86_64 | Acmelabs’ Blog.

Alla prox

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