Archive of published posts on June, 2009

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[Books] Fragment

06/30/2009

More about Fragment Ecco la vittima della mia ultima incursione in libreria, Fragment, il primo romanzo di Warren Fahy, scelto tra altri dopo aver visto la copertina e aver dato una breve occhiata alle note interne.

Mi piace questo modo di acquistare, istintivo, lo usavo spesso per i CD quando il prezzo era ancora abbordabile, e lo sperimento tuttora con i libri, con disceto successo.

Istinto a parte, mi ha colpito il brandello di trama letto nella quarta di copertina; la storia viene considerata come una specie di mix tra un reality e “Jurassic Park”, e ad essere onesti la seconda parte del mix mi ha incuriosito molto più della prima.

In realtà durante la lettura mi sono reso conto che il mix proposto come esempio non calza, e in effetti trovo la storia piuttosto originale.

Nell’Oceano Pacifico, a duemila chilometri dalla civiltà, si erge l’isola di Henders, un minuscolo frammento di terra che emerge dalle acque, ultima parte di uno dei supercontinenti presenti nel nostro pianeta all’alba dei tempi. L’isola viene scoperta nel 1791 dal capitano della Marina inglese Ambrose Spencer Henders, il quale, accortosi dell’ostilità della fauna dell’isola, decide di tenerla nascosta al resto del mondo.
L’incontro con l’isola si ripete ai nostri giorni, con un reality show oceanografico che sarà vittima e testimone involontario del terrficante cammino evolutivo intrapreso dalle forme di vita presenti sul fazzoletto di terra.

Nonostante avessi trovato lo stile un pò tirato via, alla fine sono stato soddisfatto del romanzo, e mi sento di consigliarlo soprattutto agli appassionati di fantazoologia, continenti perduti, animali misteriosi.

Voto finale: 7,5/10

Alla prox

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Il modo Microsoft di fare le cose (2)

06/25/2009

Ecco un’altra ghiotta occasione per tornare a parlare della Microsoft’s way nel muoversi nel mondo dell’informatica.

Qualche giorno fa DownloadBlog ha segnalato una curiosa protesta nata contro una singolare scelta di Microsoft, e cioè di utilizzare, in Outlook 2010, il motore di Word 2010 per visualizzare le email in formato HTML.

Già la versione 2007 della suite Office utilizzava l’engine Word per comporre e visualizzare le email, e si sperava che Microsoft potesse essere un pò più vicina agli standard con la nuova versione, ma nulla, e la risposta di Microsoft non si è fatta attendere

Il sito di riferimento per la protesta è FixOutlook; purtroppo le ventimila voci di protesta non hanno avuto l’effetto sperato:

1
Confermiamo che Outlook 2010 farà uso di Word 2010 per comporre e visualizzare messaggi di posta elettronica, come faceva già Outlook 2007. Abbiamo deciso di continuare a usare Word per comporre email perché lo riteniamo il miglior modo per farlo, con strumenti potenti di cui i nostri utenti hanno goduto per 25 anni

Qui c’è la risposta originale di Microsoft.

Tutto ciò mi sembra incredibile.

Il problema principale è che l’engine di Word non è assolutamente conforme agli standard HTML, limitando di parecchio l’efficacia delle mail in questo formato.

Ecco una immagine di esempio:

Email in HTML

Io non sopporto le email in HTML (per favore, usate il plain text se mi scrivete), ma capisco le ragioni di chi utilizzi la posta elettronica per marketing o altri fini commerciali: cavolo, un minimo di aderenza agli standard da parte di Microsoft ci vorrebbe!

Alla prox

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[Books] Io uccido

06/22/2009

More about Io uccido Rieccomi a testare Giorgio Faletti nelle vesti di scrittore, seguendo questa volta l’ordine cronologico dei suoi libri, il modo migliore per testare un autore.

Devo ammetterlo, sono partito un pò prevenuto vista l’esperienza con “Pochi inutili nascondigli”, ma d’altra parte un libro di racconti è una cosa particolare, ed è facile che la media non sia alta.

Ma dopo le prime pagine mi sono dovuto ricredere, avevo di fronte una storia molto molto coinvolgente, scritta con uno stile abbastanza buono (ma è il primo libro, ci può stare), storia nella quale si muovono personaggi ben definiti, davvero un bel romanzo.

Jean-Loup Verdier, dj di successo che lavora a Radio Monte Carlo, durante la sua trasmissione, di punta nel palinsesto, riceve una strana telefonata, di circa una dozzina di secondi, contenente solo due parole, “Io uccido…” che sfumano in una musica armoniosa e coinvolgente. L’emittente è scossa dall’accaduto, ma l’idea é che si tratti di uno scherzo di cattivo gusto.
L’opinione generale cambia quando, al mattino, vengono rinvenuti su di una barca i cadaveri di una giovane campionessa di scacchi e di un pilota di Formula Uno, orrendamente mutilati, e su un tavolo, scritta con il sangue, la frase “Io uccido…”
Si occupano del caso Frank Ottobre, agente dell’FBI, e Nicolas Hulot, commissario della Sûreté publique, entrambi con un passato travagliato che li ha resi amici.

La caccia all’assassino, che in breve tempo viene battezzato “Nessuno” è difficilissima, sembra di trovarsi di fronte ad un fantasma, che si prende gioco degli investigatori proseguendo nella sua catena di omicidi e mutilazioni.

Ma le rivelazioni e i colpi di scena porteranno alla cattura di Nessuno, e alla soluzione del suo mistero.

Consigliato.

Voto finale: 8/10

Alla prox

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Wired#05, un colpo d’occhio

06/18/2009

Oggi mi è stato consegnato dal postino il numero 5 della edizione italiana di Wired.

Non ho ancora tolto la rivista dal cellophane, ma una acuta osservazione della mia collega Francesca è stata sufficiente per farmi apprezzare questo numero così, senza leggerne il contenuto.

L’acuta osservazione è relativa alle due parti visibili della rivista chiusa, e cioè la copertina e il retro (spero che la terminologia sia corretta).

In copertina è riportata l’anteprima di una serie di articoli legati allo spazio, anteprima che riporta a chiare lettere l’assenza di convenienza in un eventuale ritorno sul nostro satellite, auspicando di puntare direttamente su Marte: un ben visibile “NO ALLA LUNA”.
Ora, non ho letto il contenuto dell’articolo, e non ho conoscenze di astonomia e scienze similari, ma il messaggio mi piace, lo trovo assolutamente non banale, e innovativo.

Ora passo al retro, che è una pagina pubblicitaria.

La pubblicità è relativa ad una famosa marca di orologi, e mostra una immagine di John .F. Kennedy nell’atto di pronuciare la frase che si trova stampata alla sinistra del volto, “We choose to go to the moon”.

Non so se questo contrasto è voluto o meno, ma lo trovo interessante.

Altri tempi, altri obiettivi. Il mondo, per fortuna, si evolve.

Alla prox

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Il modo Microsoft di fare le cose

06/16/2009

Premessa #1, la scelta di utilizzare Linux o BSD nelle mie macchine non deriva da un odio fondamentalista nei confronti di Microsoft, ma dalla pura e semplice necessità di controllare appieno il mio computer: il PC è il mio, e non del sistema operativo che ci gira dentro.

Premessa #2, nell’informatica, come un pò in tutte le cose che mi interessano, cerco di cogliere il meglio da tutto ciò che arriva.
Penso quindi che Windows XP sia un sistema operativo abbastanza buono, che Windows Vista sia un flop totale, e che invece Windows Seven abbia le carte in regola per essere un valido OS (a meno di errori grossolani a livello di marketing).

Oggi, durante la pausa pranzo, ho letto su Repubblica.it delle prodezze domenicali di Valentino Rossi e, pur non essendo appassionato di motori, mi sono incuriosito, e sono andato alla ricerca di un video per vedere cosa era successo.

Ingenuamente non ho guardato subito su YouTube, e googlando sono finito sul sito di Mediaset, nella sezione Sport; bene, chissenefrega mi dico, voglio solo vedere il video…
E mi appare la richiesta di installare Silverlight per vedere il player.

Storco un attimo il naso, parto con il download del setup, e faccio partire quest’ultimo.
Dopo un pò appare la simpatica finestra qui sotto:

Silverlight install failure on WinXP SP2, AMD Athlon TBird processor

Cosa? Il processore non è supportato?
Ok, la macchina in ufficio non è proprio aggiornatissima, ma un AMD Athlon Thunderbird mi sembra ancora un processore decente!

E penso che il diretto antagonista del suddetto Silverlight, e cioè Adobe Air, gira molto bene sulla macchina in questione. E scuoto la testa, rassegnato. Una delle cose che proprio non sopporto è lo spreco di risorse, soprattutto legato a prodotti Microsoft; troppo spesso i requisiti di sistema mi sembrano esagerati rispetto a quello che fa l’applicazione, o il sistema operativo.

Ad esempio, il portatile dal quale scrivo, monta un Pentium4 Dual Core, 3GB di RAM, e una scheda Nvidia con 512MB memoria dedicata. Niente male, eh? Beh, viene venduto con Vista Home Basic, quindi niente effetti speciali tanto sbandierati dalle campagne pubblicitarie. La copia di Vista ha avuto una vita brevissima su questo portatile, giusto il tempo per portare a termine il primo avvio e la generazione dei DVD di ripristino, poi ha gentilmente fatto spazio a Ubuntu.

Ho attivato gli effetti 3D in Ubuntu, e la fluidità del sistema è massima (poi gli ho tolti, perchè non mi piacciono molto).

Ma da che cosa deriva tutta questa differenza? E’ possibile che il software Microsoft abbia necessità di tutte queste risorse per girare bene? Forse i programmatori che lavorano per il colosso pensano troppo alla legge di Moore e troppo poco all’ottimizzazione, mentre i programmatori Linux/Unix, memori della frase “Sai, ho quel PC vecchio, magari ci metto su Linux per provare…”, sono più attenti ai consumi di memoria e CPU…

Fatto sta che oggi il video non l’ho visto.

Ma l’ho guardato 10 minuti fa (Valentino è davvero impressionante) da qui, dal mio amato Linux box, con il mio amato Firefox, nello stesso sito Mediaset che voleva Silverlight, e che ha gradito ugualmente e senza problemi il plugin Moonlight di Novell.

Continuo a scuotere la testa.

Alla prox

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