Archive of published posts on December, 2009

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New year’s eve (2 di X)

12/31/2009

In treno, ancora, circa a un’ora dalla destinazione finale, tutto bene, ritardo risibile, poca gente, zero casino.
I Pearl Jam in play dall’inizio, facendo zapping tra i vari album. Il tentativo di riposarmi non è andato a buon fine, ma non mi preoccupo e mi godo il viaggio.
Wired è durato qualche pagina, molto interessante, i notebook è già in standby, io guardo fuori dal finestrino e penso.
Non sono abituato ad essere portato in giro, di solito sono io quello che guida, e i miei amici sanno quanto rompo le balle per questa cosa. Però devo ammettere che così non è male, non mi devo concentrare sulla strada e posso lasciar correre i pensieri.
Il Viaggio (la v uppercase non è casuale) mi ha sempre affascinato, l’ho sempre considerato parte integrante delle ferie, per dire, come quello che nel 2000 mi ha portato a Capo Nord. È una veloce incursione attraverso posti sconosciuti, durante la quale l’unica cosa che puoi fare è carpire i brevi dettagli che ti passano davanti agli occhi, scartando la fuffa e tenendo il bello per approfondimenti successivi, oppure no.
Il viaggio è fatto di bar e autogrill, bagni e caffè, luoghi e persone, pensieri.
E come ogni viaggio che si rispetti, anche il mio sta volgendo al termine, ed è ora che sistemi le mie cose, tra poco ci siamo.

Ciao e alla prox

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New year’s eve (1 di X)

12/31/2009

In treno, per un Capodanno fuori casa, lontano da casa, ma mai così a casa come da qualche tempo a questa parte. Un Capodanno senza programmi particolari, tranquillo, con nessun altro obiettivo se non lo stare bene. E mi si scusi se è poco.
Il treno è in orario, e già questa è un buon inizio, visto l’andazzo di questi giorni; c’è la nebbia, ma chissenefrega, che poi a me piace pure.
Ora aspetto una chiamata e il controllore, poi attacco il player MP3 e mi rilasso un pò col PC o con Wired.

Baci e alla prox

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Postr

12/28/2009

Stanco della lentezza di jUploadr (un tool per uploadare le foto nel proprio account Flickr), e soprattutto della sua scarsa integrazione con il resto del sistema, ieri sera mi sono guardato un poco in giro, e greppando in Synaptic, il package manager di Ubuntu, ho scoperto Postr, un programma Python/GTK che ha il medesimo scopo.

Ecco uno screenshot:

postr

L’interfaccia è piuttosto pulita, senza troppi fronzoli, e grazie all’uso delle librerie GTK l’applicazione mantiene il look&feel del resto del sistema. Il fatto che sia scritta in Python non ne riduce assolutamente la reattività.
Unico neo, mi sembra non sia possibile creare al volo un nuovo set, ma solo usare quelli esistenti.

A parte questo, di sicuro un ottimo tool, da valutare seriamente come alternativa al più famoso jUploadr.

Alla prox

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San Leo

12/28/2009

Veramente provato dal caos natalizio, oggi mi sono dedicato una giornata di silenzio tutta per me, e ne ho approfittato per visitare San Leo, dove non ero mai stato.

Il mio desiderio di silenzio è stato esaudito dalla scarsità di turisti presenti nel luogo, nonostante la bella giornata, e sono anche riuscito a visitare il castello senza intoppi.

Il paese è piccolo e piacevole, con una bella piazza, un paio di chiese ed una torre che svetta alta; il castello è bello e imponente, e domina dall’alto il paese e le vallate sottostanti. L’ingresso al castello costa 8€, prezzo forse un poco sopra la media, ma di sicuro proporzionato ai costi di gestione di una struttura così grande.

Una visita al luogo è più che consigliata.

Di seguito qualche foto, il set completo è, come al solito, su Flickr.

La rocca dei tre cannoni

La cella di Cagliostro

La cattedrale di S.Leone

Alla prox

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Panico

12/22/2009

Mi sveglio di soprassalto, apparentemente senza un motivo evidente, come ogni tanto accade. Rimango un attimo in attesa di capire se è successo qualcosa, un rumore, un odore, ma niente, mi sono svegliato e basta. Cerco allora di capire che ore sono, giusto per sapere quantificare il tempo residuo per il riposo; mi giro verso la sveglia, ma non la trovo, non vedo le solite cifre luminose. Ruoto su me stesso, pensando di trovarmi girato dalla parte sbagliata, ma niente, non vedo la sveglia.
Un brivido.
Mi siedo sul letto, comincio a sentirmi più lucido, voglio capire perchè non c’è più la sveglia. Ma il buio è pesto, gli occhi non ancora adattati, mi dico, non vedo nulla. Cerco l’interruttore della luce che ho sul comodino, poi ci penso, magari lei si sveglia e mi infama, ma cazzo, devo capire.
Lo trovo. Commuto l’interruttore. Buio. Off. On. Off. On. Buio.
Altro brivido.
Passo all’interruttore del lampadario. On. Buio. Off. On. Off. On. Buio.
No, c’è qualcosa che non va.
E il sospetto, subdolo, si insinua. Una cosa sciocca, impossibile, ma si insinua. Sono cieco. I brividi si trasformano in un sudore freddo, non sono ancora sveglio del tutto, e mi lascio travolgere dai pensieri. Mi alzo in in piedi, sul pavimento freddo, alla ricerca di una luce, per fugare lo stato d’ansia che comincia a montarmi dentro, mi muovo a tentoni.
Il bagno. Interruttori. Buio.
La camera della bimba, ci sono un sacco di lampadine, anche la luce notturna attaccata alla presa. Tutto buio. Percepisco il suo russare leggero. Ma, cazzo, qualcosa non va di certo. Il corridoio. Mi affaccio a dove ci dovrebbe essere la sala. Nessuna luce. Microonde, standby della TV, stereo, niente. Sono quasi in panico, sudo freddo, ho paura. Muovo un passo nella sala, e accade il miracolo. Un rossore, in alto. Per un momento non capisco cosa può essere, poi mi rendo conto: il sensore infrarossi dell’impianto di allarme. Un poco di sollievo, ma ancora i dubbi sul perchè il resto della casa è al buio. Poi, finalmente, mi sveglio del tutto, ragiono, e mi do del coglione. Qualche passo indietro nel corridoio, ancora a tastoni, cerco il quadro elettrico dietro alla porta. Lo conosco a memoria, quindi so dove mettere la mano, sollevando l’interruttore generale, che chissà per quale motivo si era spento.
Torno a letto, sollevato, e chissenefrega di che ore sono.

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