Pensa ad una sala semibuia, con le pareti che ancora, dopo anni, emanano un sentore di fumo.

Pensa a quelle file di tavoli, grossi, pesanti, ognuno con la propria fila di luci, basse di intensità, e di altezza, tanto da rischiare di sbatterci la testa o la stecca.

Pensa a quel panno verde, liscio, caldo, segnato dalle bocciate e dalle steccate di giocatori inesperti.

Ci hai pensato?
La immagini, la sala da biliardo?

Ecco, bene, prova ora ad immaginarla con dentro un orrore di questo genere.

E questo lo chiamano innovazione. Mah.

Alla prox

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mcalamelli

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