04/27/2010Aggiornamenti importanti riguardanti l’hidebykeyword!
Sembra che la lotta estenuante contro Chrome sia finita, e che finalmente questa scheggia di browser possa godere appieno delle potenzialità del mio script. Inizialmente ho temuto di dover sviluppare una versione specifica per Chrome, ma per fortuna sono riuscito a mantenere lo script crossbrowser, semplificando così la manutenzione/gli aggiornamenti; è bastato in realtà fare un detect del browser ove richiesto, e utilizzare funzioni aventi funzionalità uguali in entrambi. La novità di rilievo è la variazione della soluzione di storage per la blacklist delle parole, passando dai cookies al localStorage implementato in HTML5 [in questo sito è possibile vedere il livello di supporto del proprio browser alle nuove specifiche]: codice più snello e leggibile, una ventina di righe di codice in meno che su un totale di circa duecento hanno un peso rilevante.
Lo script è disponibile sia su Userscripts sia su Github: le due versioni sono ora in sync, ma in teoria il primo è per le versioni stabili, mentre il secondo per le release di sviluppo. Ogni commento è ben accetto, qui, su Friendfeed, per email, dove vi pare.
Enjoy it e alla prox
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04/26/2010Ovvero come far fronte ai fastidiosi insetti con un piccolo hack.
Le mosche avranno di sicuro un ruolo nella catena alimentare, ma me ne fotto, sono insopportabili, e con questo semplice tip ho un risultato di 100/100 durante la caccia. E poi, a dire il vero, uno scopo glielo attribuisco, e cioè quello di nutrire il ragno che ha fatto la tela dietro al monitor [se riesco solo a stordirle].
Cosa hanno di difettoso le classiche palette? Sono troppo flessibili, e la scudisciata non sempre risulta efficace. Ecco come ovviare al problema.
Ingredienti
* Una paletta per le mosche
* Un tubo plastico non troppo flessibile [quelli che contengono componenti elettronici sono speciali]
* Nastro adesivo
* Una vite autofilettante
Preparazione
Inserire la paletta standard all’interno del tubo plastico fino al bordo del rettangolo traforato, rendere solidali la paletta e il tubo con la vite autofilettante, e bloccare il tutto [vite, paletta, tubo] con qualche giro di nastro adesivo, per evitare sgraditi distaccamenti durante l’uso.
Alè, il gioco è fatto. La leva è molto più lunga, e la flessibilità è ottima; con un poco di allenamento è possibile calibrare il colpo, scegliendo se terminare subito la partita oppure riutilizzare il muscide per altri scopi [e il ragno ringrazia sentitamente].
Ecco come appare lo strumento.

La paletta, hackata
Alla prox
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04/25/201025 Aprile, la celebrazione della Resistenza Italiana e Partigiana.
Spero di essere a Casa Cervi, oggi, ma ancora non lo so [post schedulato, avevo voglia di scriverlo oggi, il 21/04].
[Da portare sempre nel cuore. E una dedica particolare a questi pessimi individui. Povera Italia]
Una mattina mi son svegliato,
o bella, ciao! bella, ciao! bella, ciao, ciao, ciao!
Una mattina mi son svegliato
e ho trovato l’invasor.
O partigiano, portami via,
o bella, ciao! bella, ciao! bella, ciao, ciao, ciao!
O partigiano, portami via,
ché mi sento di morir.
E se io muoio da partigiano,
o bella, ciao! bella, ciao! bella, ciao, ciao, ciao!
E se io muoio da partigiano,
tu mi devi seppellir.
E seppellire lassù in montagna,
o bella, ciao! bella, ciao! bella, ciao, ciao, ciao!
E seppellire lassù in montagna
sotto l’ombra di un bel fior.
E le genti che passeranno
o bella, ciao! bella, ciao! bella, ciao, ciao, ciao!
E le genti che passeranno
Mi diranno «Che bel fior!»
«È questo il fiore del partigiano»,
o bella, ciao! bella, ciao! bella, ciao, ciao, ciao!
«È questo il fiore del partigiano
morto per la libertà!»
Alla prox
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04/21/2010
Oggi, 21 aprile, a Bologna si ricorda la Liberazione dai nazifascisti.
E’ dal ’99 che sono fuori, ma certe cose le sento ancora mie.
Alla prox
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04/20/2010Una delle cose che segnano il passaggio da trapiantato a locale è la conoscenza delle strade. Per arrivare da A a B ci sono due percorsi: quello normale, indicato dai navigatori satellitari e dalle comuni indicazioni richieste alla persona incontrata per strada, e la scorciatoia, utilizzata dai locali, da chi vive in zona, generalmente più tortuosa, ma mai trafficata. Ecco, la scorsa estate sono stato iniziato dalla collega Francesca ad una delle scorciatoie più efficaci del circondario, un percorso nella campagna che mi porta da casa [Bellaria] ad una cinquantina di metri dal casello di Rimini Nord [Santarcangelo]. Mi ricordo ancora le sue parole nel guidarmi, quel giorno.
“E’ veramente poco trafficata, la conoscono solo quelli del posto, ma devi essere pronto, per farla”
“?”
“Strettissima, con curve senza visibilità, animali che attraversano. E devi essere pronto a cedere il passo”
Già, cedere il passo. La strada è veramente stretta, due macchine assieme non ci passano, e gli spazi per accostare a lato sono pochi. Percorrerla significa guardare lontano alla ricerca di un veicolo che giunge in senso contrario, valutare la propria distanza dallo slargo, predisporsi mentalmente a farsi da parte facilitare il passaggio dell’altro, cedere il passo, quindi. Nel quotidiano, frenetico e nervoso, mi sembrava una cosa quasi impensabile il fermarmi, il sacrificare istanti preziosi [?] per un altro. E invece mi trovo quasi a desiderare di fare quella strada, di incrociare qualcuno, e di scambiare quello spontaneo cenno di ringraziamento con uno sconosciuto, una piccola oscillazione della mano o della testa.
Alla prox
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