Abitudinario

Mi avvicino al bancone, verso la cassa, e vedo che la fila è piuttosto lunga. Non ci voleva, che come al solito vado di fretta. Sbuffando mi metto in coda, in attesa del mio turno. Meno una. Meno due. Nessuna mail da leggere nell’attesa, e distrattamente butto l’occhio al di la del vetro. La vedo. E’ occupata nel suo lavoro, a testa bassa, si muove di qua e di la. Poi alza la testa, si guarda attorno, e un attimo prima di riabbassarla mi vede. Un sorriso con gli occhi per dire “Ciao”, un’altro sguardo come a chiedere “Il solito?”, un mio cenno con la testa come conferma. Le altre persone davanti a me, una per una, pagano, poi tocca a me. Prendo lo scontrino, vado verso il ripiano di vetro, e lo baratto con la mia piada calda. A volte è bello essere abitudinari.

Categorie

Archivi

One Comment

  1. 16 maggio 2010

    ..mi ricorda un tizio che ormai tutti i giorni entra nel solito bar, si siede e non deve dire nulla: sanno già che cosa portargli e anche il caffé quando e come lo beve! Il problema è il giorno che vuoi cambiare qualche cosa per qualsivoglia motivo, devi ricordarti di avvertire!

Comments are closed, but trackbacks and pingbacks are open.