May, 2010


17
May 10

Friendfeed, un piccolo how-to

Sembra che in questi ultimi giorni le API di Friendfeed si siano rotte, e quindi tutte le applicazioni mobili/web/desktop che le usano hanno smesso di funzionare. Il sito rimane usabile, sia in versione completa che in versione per dispositivi touch, ma quest’ultima ha qualche limitazione: non permette di inviare DM, non permette di postare in un gruppo, non permette l’upload di foto o files. L’unico post consentito è quello nel proprio Home Feed. Si può ovviare a questa cosa tramite email.
La premessa è l’invio delle email dall’account con il quel ci si è registrati su Friendfeed. Per postare un file nel proprio Home feed, si deve inviare una email a share@friendfeed.com allegando alla mail il file da condividere. Per inviare un DM, la mail va inviata a nomeutente@friendfeed.com, ed è ovviamente possibile inviare anche un file, allegandolo. Per il gruppo la procedura è la stessa, mail a nomegruppo@friendfeed.com. Si possono anche mettere più destinatari, ottenendo così il crosspost. Consiglierei anche di abilitare la notifica via email dei commenti ai propri post, almeno, essendo però consapevoli di un possibile aumento del traffico email.

Alla prox, in attesa che le API tornino a funzionare…

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14
May 10

Abitudinario

Mi avvicino al bancone, verso la cassa, e vedo che la fila è piuttosto lunga. Non ci voleva, che come al solito vado di fretta. Sbuffando mi metto in coda, in attesa del mio turno. Meno una. Meno due. Nessuna mail da leggere nell’attesa, e distrattamente butto l’occhio al di la del vetro. La vedo. E’ occupata nel suo lavoro, a testa bassa, si muove di qua e di la. Poi alza la testa, si guarda attorno, e un attimo prima di riabbassarla mi vede. Un sorriso con gli occhi per dire “Ciao”, un’altro sguardo come a chiedere “Il solito?”, un mio cenno con la testa come conferma. Le altre persone davanti a me, una per una, pagano, poi tocca a me. Prendo lo scontrino, vado verso il ripiano di vetro, e lo baratto con la mia piada calda. A volte è bello essere abitudinari.


12
May 10

Quotando

E la sensazione di amarezza che provi quando senti una frase bellissima, già detta o scritta, e non ti resta altro che quotarla, per farla un poco tua.

Alla prox


9
May 10

Augmented reality con TagWhat

Augmented reality in TagWhat

Augmented reality in TagWhat

Ho scoperto da poco TagWhat, un servizio nato per creare una rete di augmented reality per dispositivi mobili [e non solo]. TagWhat ha rilasciato una applicazione per dispositivi Android [e iPhone tra poco] che permette di taggare un punto geografico, sia tramite GPS che marker in GoogleMaps, aggiungendogli dei contenuti [testo, foto, links]. In questo modo, quando un utente TagWhat passa entro un certo raggio da una posizione contenente un tag [ovviamente tenendo l'applicazione attiva sul terminale] vede apparire in overlay il marker e i tag associati al punto stesso.

Il piccolo esperimento che è ho fatto è stato questo.
Mi sono registrato su TagWhat dal PC, e installato l’applicazione nello smartphone.
Poi, da PC, ho aggiunto un marker in un punto ben preciso, strettamente legato ad un post, usando il titolo del post come titolo del tag, e la prima parte del post come descrizione; essendoci un limite sul numero di caratteri inseribili, ho inserito una specie di “More…” con il link al post.

TagWhat nel PC

TagWhat nel PC

Poi sono andato fisicamente nel luogo [il canale di Bellaria], e ho eseguito TagWhat sullo smartphone: centrando il marker [azzurro] entro la specie di radar che appare in alto a sinistra [vedi foto in alto] in basso appaiono i contenuti che ho inserito precedentemente da PC; con un click appare il testo inserito, e cliccando sull’URL viene lanciato il browser verso il mio post.
Ah, gli altri maker [viola] che si vedono si vedono nel radar rappresentano dei checkin di FourSquare, il cui layer è disponibile tra quelli visualizzabili.

Un esperimento molto molto semplice, ma il servizio in questione mi sembra avere grosse potenzialità.

Alla prox

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6
May 10

[Books] Il simbolo perduto

More about Il simbolo perduto
Altro giro di Dan Brown con il professor Robert Langdon, questa volta alle prese con i Massoni e la loro complicata simbologia. Nonostante lo abbia finito in un tempo record, devo ammettere che la storia è sotto tono rispetto alle altre, e che ormai comincia a ripetersi. Il ritmo narrativo è comunque sostenuto, e ci si fa prendere piuttosto facilmente; alcuni personaggi sono definiti piuttosto bene. Non mi sento di consigliarlo, a meno di appassionati del genere/dell’autore.

Voto finale: 6,5/10

Alla prox

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