June, 2010


21
Jun 10

[Books] La regina dei castelli di carta

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Chiudo a malincuore la trilogia Millenium con quel senso di tristezza che ti assale quando sai che non vedrai più un amico, quando ti affezioni ad una persona e sai che non ne avrai più notizie. Tre libri veramente belli, che ti prendono dentro e non ti mollano fino alla fine; e alla fine di quest’ultimo lascio una Lisbeth che con molta difficoltà è riuscita a chiudere i conti con il proprio passato travagliato, una Lisbeth maturata, e pronta a vivere una vita indipendente, cosa che le era stata negata finora. La storia mantiene lo stile dei due episodi precedenti, un ritmo sostenuto ma facile da seguire; ci sono molti personaggi, ma si identificano bene, ma fortunatamente non creano confusione nella trama. Veramente da leggere.

Voto finale: 9/10

Alla prox

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18
Jun 10

Aggiornamento a WP3.0

Ieri sera ho aggiornato il blog alla versione 3.0 di WordPress, ed è andata quasi liscia. Quasi perché inizialmente, dopo gli opportuni backup di files e DB, l’aggiornamento automatico che di solito utilizzo non andava a buon fine, presentandomi ad un certo punto una pagina bianca all’interno della struttura classica della dashboard. Sono così passato a ripulire i plugins, disattivando [ed eventualmente eliminando] quelli non usati; come suggerito su Friendfeed, l’azione ha portato i risultati sperati, e l’aggiornamento automatico è così andato a buon fine. La prima cosa che mi è saltata all’occhio è la cura del tema della dashboard, chiaro ed elegante; circa le nuove features, me le devo ancora studiare.

Buon upgrade!

Alla prox

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14
Jun 10

Aggiornare l’HTC Magic TIM ad Android 2.1

Ovvero, dove non arriva TIM arriva il modello di sviluppo opensource.
Una delle critiche mosse più spesso nei confronti di Android è la scarsità/lentezza di aggiornamenti di sistema, soprattutto per i terminali più datati, tipo il mio, l’HTC Magic 32A marcato TIM; critica che onestamente condivido, e alla quale non avevo finora tentato di porre fine con una soluzione alternativa, installando una versione non ufficiale. Finora, perchè alla fine ho trovato una guida che indica i passi da compiere in maniera chiara e semplice, applicabile anche da utenti non esperti; con questo non voglio dire che finora una guida per aggiornare il mio smartphone non esistesse, ma tutte quelle che ho letto erano un pò, mi si passi il termine, “cazzare”, non chiare e abbastanza complicate. Ok, volevo aggiornare il mio telefono, ma non volevo certo rischiare di ridurlo ad un tostapane! E alla fine, qualcuno ha postato questa benedetta guida nell’apposita stanza su Friendfeed, e ho deciso che era giunto il momento di provarci. Dunque, questo post non vuole essere una guida, tanto nel link indicato è tutto chiaro, vuole solo portare il messaggio “Ehi, la guida funziona, si può fare facilmente!”; l’unico apporto che posso dare è questo: un archivio nel mio spazio pubblico su Dropbox contenente i files utilizzati, in modo da facilitarne il download, altrimenti ospitati da Rapidshare, che trovo veramente scomodo da usare. L’aggiornamento di sistema ha portato una notevole ventata di vitalità al mio telefono, mi sembra quasi di averne uno nuovo, e tutto questo senza gravare sulle performance. Se hai un HTC Magic 32A come il mio, e se sei incerto circa l’aggiornamento del S.O., ma sei stanco di aspettare di riceverne uno originale da TIM, beh, ora le scuse per non usare una ROM non originale calano a vista d’occhio! Ah, potrebbero emergere informazioni utili anche qui, stay tuned :)

Alla prox

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10
Jun 10

[Books] Un etto di marketing

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Non mi occupo di marketing, ma sono interessato dalla parte “social” dell’argomento del libro. E il titolo completo lo trovo simpatico: “Un etto di marketing (E’ un etto e mezzo, lascio?)”. Denota da subito un approccio “dal basso” al tema, e devo dire che l’obiettivo è raggiunto pienamente: la terminologia è chiara e semplice, e i gli esempi in pratica sono ottimi come completamento alla spiegazione. Ben fatto, adatto allo scopo, un ottimo testo per chi si vuole avvicinare al mondo del marketing nei social media.

Voto finale: 8/10

Alla prox

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7
Jun 10

Un lavoro come un altro

Lui fa un lavoro come tanti, come il mio, come il tuo, niente di speciale: obiettivi da raggiungere, raggiungerli nei tempi e nei modi prefissati. E’ meticoloso, nel suo lavoro, e a detta dei colleghi è veramente bravo; pianifica, incrocia dati, non si fa mai trovare impreparato di fronte ad un imprevisto. E il capo lo sa: gli assegna i lavori più delicati, un pò perché è certo del risultato, un pò perché sotto sotto ci gode, nel vederlo dipanare problemi. Il suo capo, già. E’ un pessimo personaggio, lunatico, antipatico, imprevedibile, uno stronzo, a detta di molti. E lui lo sa, ma non se ne da peso, e pensa al suo attuale obiettivo, e a come liberarsene in fretta: gli altri lo ignorano, nessuno lo immagina, ma a lui, il suo lavoro, proprio non piace. Lo svolge al meglio perché deve farlo, non certo perché ne sia soddisfatto; a lui piacerebbe un lavoro più tranquillo, in uno dei reparti amministrativi, ma purtroppo non è stato possibile scegliere. Ora deve portare a termine l’ultima commessa: una occhiata al terminale per l’ennesimo controllo, e l’ennesima conferma che tutte le variabili sono state verificate, e il rischio di errore è bassissimo. Nonostante, come si è detto, desideri fare altro, non può non negare a se stesso la soddisfazione nel vedere che, ancora una volta, la previsione statistica di fallimento è inferiore al punto percentuale. E’ maledettamente bravo, punto e basta. Chiude il terminale, e si appresta a andare a raccogliere il frutto della sua pianificazione. Il vestito è nero, stirato alla perfezione, e gli occhiali scuri lo riparano dal sole, in quel giorno di metà primavera. Si materializza non visto in un vicolo vicino al centro, e con passo leggero si avvicina ad una colonna del portico, in via Indipendenza. Getta uno sguardo in giro, in attesa di veder apparire i propri obiettivi. Eccoli, avvicinarsi ignari, uno a piedi, l’altro in scooter; infila una mano all’interno della giacca, e tira fuori il suo taccuino di pelle nera, il nome della ditta in caratteri dorati, “Morte Spa”, e la sua penna, un bagliore solare metallico nel tardo pomeriggio, pronto a segnare un paio di righe. Qualche secondo di attesa, e un altro successo.