L’asta della bandiera

Salgo lentamente i gradini che portano in cima alla collina, il vento che mi scombina i capelli. Le lapidi si inseguono una dietro l’altra, sparendo poco dopo nella nebbia. La nebbia è pesante, mi bagna la pelle, il cappotto, e scherma tutti i suoni. Il rumore reale dei passi sulla ghiaia si combina per un attimo a quello immaginario delle voci straniere dei soldati, poi più nulla, inghiottito dal bianco. Ripenso alla guerra, e mi chiedo se la scena che sto vivendo ne è un possibile metafora: molte lapidi, che vengono via via dimenticate sbiadendo nella nebbia. Poi avvicinandomi alla sommità della collina sento un rumore, come un tintinnìo, che scopro essere prodotto da una delle corde che reggono le bandiere, nelle aste. E tra me e me penso che anche questa potrebbe essere una metafora: è importante che ci sia sempre un qualche tintinnìo che ci tenga svegli ed impedisca di far scivolare nella nebbia dell’oblio la nostra memoria storica.

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