Una mano

Sono seduti al tavolino del bar, uno di fronte all’altra, in un tardo pomeriggio che sta diventando sera. Lei parla, con gli occhi che, respiro dopo respiro, diventano via via più lucidi. Lui ascolta, attento a cogliere quello che lei non riesce a dire. Poi lui le offre la mano, e lei la prende, e la stringe, perché sa che lui non vuole nulla in cambio. Lei poggia la testa all’altro braccio, sul tavolo, e per qualche minuto ci sono solo le sue spalle, che vanno su e giù al ritmo dei singhiozzi, in silenzio. Poi tutto si calma.

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