Di amicizie, di uomini, di donne, tutte e tre le cose assieme

Con uno ho tentato un bacio e al suo no, ci siamo rimessi a parlare. E non abbiamo più smesso.
Con un altro l’accensione è stata un desiderio fortissimo e poi si è lasciato perdere, perché era meglio continuare a ridere assieme piuttosto che avvelenarci di dispiacere.
Con un altro, ancora, siamo stati vicini al matrimonio e siamo ancora qua a baruffare e sopportarci, perché siamo parte della stessa famiglia.
Con un altro è nato tutto dalla sensazione di odore di mare e io con lui parlo poco, lascio che sia lui a dirmi. E io ogni volta imparo qualcosa.
Con un altro ci si vuole così bene che quando ha avuto bisogno di calmarsi, l’ho mandato a casa mia a cucinare. Mai mangiato meglio in vita mia, in quel periodo. E mangiamo assieme benissimo anche oggi.
Di tutti, ho visto l’ombra e non ho preso paura. E non ho prodotto timore.
Essere amici, e questo vale anche con le donne, mi viene da pensare adesso che scrivo, significa anzitutto vedere l’ombra dell’altro e non distorcerla in qualcosa che ci terrorizza.

Questo è un piccolo estratto di quello che ha scritto Fatacarabina qui, magari leggi tutto prima di proseguire, oppure leggilo dopo, insomma leggilo. Lei ha messo per iscritto un pensiero che salta in testa da diversi giorni. Il dispiacere, e anche un po’ il fastidio, di rendermi conto che c’è chi pensa che l’amicizia tra un uomo e una donna debba per forza finire in branda, o abbia quello come scopo ultimo. Non è così.

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