La vibrazione

Lo spettacolo è già cominciato, e lui comincia a sentire la tensione crescere. Se lo aspettava, ma non così tanto, così tanto da non riuscire a tenere ferma la macchina fotografica. Gli occhi cominciano a inumidirsi e bruciare, i suoi e quelli di chi ha vicino, si vede benissimo. Il guardarsi attorno lo fa distrarre un attimo dal canto delle signore che sono sul palco, e si ritrova a guardare verso il fondo del cortile del circolo, prima verso il barettino, poi a sinistra verso l’entrata, poi di nuovo a destra, dove i posti che prima erano vuoti ora sono occupati. La cerca con lo sguardo, cerca il suo viso, o anche solo i suoi capelli, un qualche dettaglio che gli faccia capire che lei, nonostante tutto, è lì, è riuscita a venire giù. Ma nulla, lei non c’è. D’altra parte, probabilmente gli avrebbe detto qualcosa, nel caso. Probabilmente. E allora torna a girarsi verso il coro. A metà della rotazione della testa coglie una leggera vibrazione sulla coscia, prende fuori il telefono, guarda il display, e sorride. Sorride, perché si ricorda che lei, in fondo, è lì assieme lui. E allora, finalmente, si lascia andare alle emozioni che arrivano dal palco.

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