Il terrore

Il terrore non è come lo mostrano nei film, il terrore lo vedi nella faccia delle persone vere, dal vivo. E’ un movimento che parte dal basso, dal mento, e poi si sposta verso l’alto, coinvolgendo via via la bocca poi le guance poi gli occhi. E se è davvero forte fa alzare anche le mani verso la faccia, come a proteggersi. Il terrore lo vedi nascere come un urlo muto sul viso di una bambina, con lo sguardo a mezza altezza tra le travi del soffitto e il tavolo, gli occhi che, sbarrati, seguono la discesa rapida del ragno verso la tovaglia, e man mano che questo si avvicina alla meta il volto della piccola diventa una maschera. Il suo corpo sembra pietrificato, poi una mano scatta verso il mio braccio e lo artiglia cercando protezione, mentre gli occhi cominciano a riempirsi di lacrime. Con un gesto veloce libero la tovaglia dall’ospite inatteso, e sento la presa al braccio allentarsi fino a rimanere solo un peso leggero sulla pelle. Allora lei si alza, con i singhiozzi che vanno scemando, fa il giro del tavolo e cerca il ragno sul pavimento, come a esorcizzare la paura. “Babbo, ma l’hai ucciso?” “No, non serviva ucciderlo, l’ho solo buttato giù.” “Va bene, basta che non torni più.”

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