“Lancia il dado e vai a pag.46”

Il risveglio non è dei migliori, l’anticipo sulla sveglia stavolta è di mezz’ora.
La luce che entra dei listelli degli scuri, rimasti semiaperti, ha già sortito il suo effetto e di riprendere sonno proprio non se ne parla.

“Se sei riuscito a riprendere sonno vai a pag.5, altrimenti prosegui”

La luce lampeggiante del telefono richiama la mia attenzione.
Una notifica.
Scorro velocemente il messaggio, comprendo che ci sono delle cose tra le righe, ma ho il cervello affaticato e decido di risparmiarmi una fatica inutile e rimando l’eventuale risposta a più tardi.

“Se hai capito e risposto subito vai a pag.9, se hai rimandato vai a pag.11”

Sveglio la bambina e scendo a preparare la colazione.
Latte tiepido e biscotti, succo d’arancia yogurt e biscotti.
Il caffè lo bevo vicino alla finestra che da sul fiume, accompagnandolo ad una sigaretta.
Il caffè è ottimo, me lo gusto con calma.
Con troppa calma, adesso siamo al limite del ritardo, corriamo verso la scuola, e incrocio le dita sperando di averle dato tutto.

“Se ti sei ricordato tutto vai a pag.20, altrimenti prosegui”

In coda alla cassa del bar.
Il commesso chiacchiera con una tipa, tre persone avanti a me.
Il tizio davanti a me indossa una polo verde smorto, il colletto alzato, la marca bene in vista, blu elettrico su sfondo bianco.
Le due tizie dietro di me parlano di una cosa che c’era in TV ieri sera, un tizio che “Mioddio è bellissimo, favoloso, io lo amo tantissimo!” “Guarda, davvero, è un pazzo, mi ha catturata da subito!”, con un sacco di gridolini.

“Se ti sei fermato al solito bar per prendere le sigarette vai a pag.29, altrimenti vai a pag.35”

Salgo in auto e sgommo verso l’ufficio.
Sento, fortissimo, l’odore del sangue.
Mi guardo le mani, mi tocco il naso, le labbra, la bocca.
Niente.
Ma l’odore metallico c’è ancora, intenso, quasi da farmi girare la testa.
Starò forse diventando un vampiro? Spero di no, ché proprio non mi ci vedo, bianchiccio e slavato.
Piuttosto, dovessi mai trasformarmi in un mostro, preferirei diventare un lupo mannaro.
È più figo, più grosso, più pelo.
Adesso lancio un dado e vado a pag.46, magari trovo la formula per diventare lupo mannaro.

“Lancia il dado e vai a pag.46”

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