By demons be driven [*]

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Ti vedo spesso uscire di casa.
La mattina presto, quando mi affaccio alla finestra della cucina per fumare una sigaretta.
Oppure alla sera, quando apro la finestra del bagno di sopra per far uscire il vapore della doccia.
Non che ti tenga d’occhio, è chiaro, solo evidentemente abbiamo gli orari sincronizzati.
Apri la porta di casa, tiri su la zip del giubbotto leggero, porti la mano destra a quello che potrebbe essere un cronometro da polso, sulla sinistra, ti chiudi la porta alle spalle, una occhiata da una parte e poi dall’altra, e cominci a correre in direzione del ponte.
Ti stimo un sacco, sai? La dedizione, la costanza, quelle cose lì. E nemmeno so chi sei, come ti chiami.
Pensavo quasi di seguirti, un giorno, giusto per farmi una idea dei percorsi qui in zona, per non dico correre, ma almeno passeggiare un po’.
Poi però niente, ho lasciato stare, e continuato a guardarti da una delle due finestre.
L’altra sera, per caso, ti ho incrociato.
Avevo parcheggiato l’auto in un posto diverso dal solito, vicino ai bidoni, ne approfittavo per raccogliere e buttare via qualche bottiglia vuota, quando tu sei passato, correndo.
Non mi hai visto. Ma io sì.
Avevi gli occhi iniettati di sangue, i muscoli del viso contratti in una smorfia di cattiveria.
Ora, io non so perché corri, non so se lo fai per mantenerti in forma, o per scaricare i nervi.
Voglio dirti però che se lo fai per sfuggire dai tuoi demoni, allora hai perso.
I demoni ti hanno raggiunto, ce li hai dentro.

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