Detriti

Lui è in piedi, alla finestra, perso nello scorrere dell’acqua.
Un sorso di birra gelata, un tiro di fumo bollente, la bocca trasformata in un bong.
Percepisce un cambiamento nel tremolio delle luci riflesse sulla superficie dell’acqua, e risale dal turbinio dei pensieri. È vero, il fiume ha cominciato a muoversi più velocemente, smuove e fa frusciare le canne sugli argini.
E arrivano i primi detriti, trasportati dalla corrente.
Lui sorride.
Per fortuna nessuno lo vede, perché quel sorriso mette i brividi: le labbra arricciate, i denti digrignanti, è animalesco.
Lui adesso ride, con una smorfia che gli deforma la faccia. Sente che sta per arrivare.
Lui il suo nemico lo ha ucciso tanto tempo fa, lontano.
Lo ha ucciso e lo ha scaraventato nel fiume.
Ed ha aspettato.
Ha atteso il momento giusto.
Altri detriti galleggiano nell’acqua spumeggiante.
Una massa più scura.
Lui si concede una grossa risata, di petto, e chiude la finestra.

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