Anche questa volta la frase mi ha colpito, è come la punta di un iceberg.
La trovi su di una striscia adesiva lunga e stretta, i caratteri bianchi su sfondo marrone, incollata alle macchine del caffè degli autogrill. Recita così:

C’è sempre una storia di caffè da vivere lungo il tuo viaggio

Sarà perché adoro il caffè, sarà perché adoro i viaggi, sarà perché il piacere è raddoppiato, ma quella frase lì mi fa sempre pensare. Sempre. Una di queste volte chiedo ad una barista di fotografarmela, e spero lo faccia bene, in prospettiva, con il fuoco che si perde tra le prime e le ultime lettere, una idea di dinamicità.

Ce ne avrei, da raccontare, di storie di caffè. E di viaggi, anche.

Mi ricordo un caffè, anzi in realtà una decina, serviti a riempire un thermos poco prima della partenza per il rientro dalla mia prima, vera, grande vacanza da grande, diverse vite fa. Mi ricordo le sorsate che scandivano i chilometri, i momenti di silenzio per nulla imbarazzanti, perdendosi nei panorami che scorrevano fuori dal finestrino.

La volta che capitò di ordinare il primo caffè assieme, la sua voce che lo chiese doppio, e io pensai “Maddai, anche lei? Forte!”

E quelli in solitaria, nell’autogrill che usavo sempre nel viaggio di ritorno, perché la barista era simpatica e i tavolini permettevano di vedere bene il traffico notturno in mezzo ai monti. In quel caso il caffè era l’occasione per dare una riordinata al flusso di pensieri sviluppato durante il viaggio ed essere pronti a terminare il rientro.

Poi ce ne era uno, di caffè, che appariva in chat quando meno me lo aspettavo. Un sobrio, essenziale “Caffè?”, al quale seguiva un altrettanto sintetico “Arrivo”. Tu scrivevi “Caffè?” ma io – non te l’ho mai chiesto ma credo non ce ne sia bisogno – ci leggevo dentro un “Sto combattendo una battaglia interiore fortissima, ti voglio ma sono spaventata, e in questo momento prevale il desiderio, quindi spero tu ora non abbia nulla da fare e possa usare questa scusa banale per raggiungermi”.

Quanta roba, in un caffè.

mcalamelli

3 Responses to ““Caffè?””

  1. uh… pensavo che in effetti anche io uso la parola “caffe’?” buttata lì in chat senza altro riferimento con lo stesso significato che le attribuisci qui. Solo che (avendola usata con gente che abita a circa 300 km di distanza) la risposta era all’incirca “eh… magari… !”

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