Troppo cerebrale (?)

Ricordo che a volte era quasi una ossessione, quella di dover trovare una giustificazione, una spiegazione per tutte le cose. Poi mi sono reso conto che in realtà non mi serviva il perché, ma mi era sufficiente il poterle trasportare in parole, le cose, metterle nero su bianco, definirle. Poi sei arrivata tu, e mi sono ritrovato a guardarle, le cose, e a guardarmi guardarle, in un modo ancora diverso. Un po’ come quel tipo di bacio, quello che non c’è stato modo di descrivere: ci ho sbattuto la testa, mi ci sono accanito, poi ho preso atto che, semplicemente, non tutto può essere messo giù a parole. Vuoi perché le parole non riescono ad essere efficaci al 100%, vuoi perché ciò che provo a descrivere si trova su di un piano in cui le parole non sono presenti: un livello più profondo, fatto di cose che senti dentro, e non in senso metaforico ma proprio fisico, sui nervi e sui muscoli. Ora mi diverte molto ritrovarmi lì, dopo alcuni minuti di sguardo serio e concentrato, ogni cellula del corpo immobile ad ascoltare, a parte la mano, che scorre lenta sulla tua pancia sopra alcuni strati di tessuto, e sorridere pensando che no, non lo so dire cosa è che hai di speciale, ma c’è, lo sento dalle punte dei piedi alla cima dei capelli.

Categorie

Archivi

Be First to Comment

    Lascia un commento

    Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *