02/3/2012L’ho vista prima, durante il tragitto casa/lavoro, la sintesi del freddo. È stato come guardare uno di quei documentari sulle isole Svalbard, o sulla Siberia, quando vengono mostrate le strade scure attraversate dalla polvere bianca ghiacciata sottile, spinta dal vento gelido. È questa la sintesi per me, il nevischio ghiacciato che si muove ad ondate sulla strada. Per un attimo mi sono ritrovato a cercare in giro la sagoma di una renna, poi ho pensato “Che cazzo, qui è Cesenatico, mica Novosibirsk, su”.
01/23/2012Semplificando, ad ogni azione corrisponde una reazione. Solo che a volte è differente da quella che ci si aspetta. E, per buona pace dell’equilibrio del sistema, alla fine ci si ritrova in mano la risultante delle forze in gioco, cioè nulla.
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01/11/2012Al tavolino di un bar, mi gusto un caffè doppio, amaro e in tazza grande, il mio preferito. Un sorso alla volta, fino a vedere i residui della macinatura sul fondo della tazza, senza fretta, riscaldato da un ottobre travestito da giugno. Una occhiata al liquido che man mano scende, una alla gente che cammina lungo la strada. Poi li vedo. Escono da un portone, e si incamminano lungo il marciapiede all’angolo opposto dell’incrocio. Lui indossa una t-shirt e un paio di jeans, lei un vestito nero, leggero. Parlano fitto fitto, guardandosi spesso, e da qui sembra che non facciano nemmeno caso alla strada. Nel frattempo il caffè è finito, dunque mi alzo e mi incammino verso l’incrocio. I due sono dall’altra parte, di fronte alle strisce pedonali, in attesa di attraversare; lui parte deciso, ma lei tentenna, allora le porge la mano per guidarla. Lei prende la mano con un gesto meccanico, istintivo, e si lascia portare verso il lato opposto della strada. Giunti sul marciapiede, finito il pericolo, lui le lascia la mano e la precede, continuando a camminare lentamente. Lei, invece, si ferma un attimo, come a riflettere, si guarda la mano, fino ad un attimo prima saldata a quella di lui, e un sorriso le illumina il volto. Poi accelera il passo e lo raggiunge. Io giro l’angolo, sorrido a mia volta, e li perdo di vista.
01/9/2012

Ora, la causa la ignoro, ché di motori non me intendo, però l’effetto è evidente: devo cambiare il motore :/
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01/3/2012«Vietato attraversare i binari»
Questa cosa la sanno anche i sassi, è pericoloso e non si deve fare. Fa parte di quelle regole che impari a rispettare, tipo non usare la corsia di emergenza per sorpassare oppure non passare davanti in una fila di persone. Poi però capita di essere costretti ad infrangerle, le regole, come in stazione a Bellaria, stazione che ha solo due binari e nessun sottopassaggio, e allora sei costretto a zampettare tra i binari; e niente, lo faccio, però ecco, mi sento un po’ sporco dopo.