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La compilation ’70

09/22/2011

Oggi sembra non si parli altro che dei R.E.M.
Se hai voglia di sentire altro, ecco la compilation ’70 di oggi.

Iggy Pop – The Passenger [play]
David Bowie – Heroes [play]
Neil Young – Like A Hurricane [play]
Them – Gloria [play]
Simon & Garfunkel – America [play]
Eagles – One Of These Nights [play]
Doobie Brothers – Listen To The Music [play]
Rod Stewart – First Cut is the Deepest [play]
Donna Summer – Hot Stuff [play]
Gloria Gaynor – I will survive [play]
Fleetwood Mac – Dreams [play]
Lynyrd Skynyrd – Devil in a Bottle [play]
Allman Brothers Band – Blue Sky [play]
Derek And The Dominos – Layla [play]
Warren Zevon – Werewolves Of London [play]
Creedence Clearwater Revival – Have you ever seen the rain? [play]
Bachman Turner Overdrive – You Ain’t Seen Nothing Yet [play]
Black Crowes – Hard To Handle [play]
AC/DC – You Shook Me All Night Long [play]
The Rolling Stones – Its Only Rock’N'Roll [play]
The Who – Baba O’Riley [play]
The Trashmen – Surfin’ Bird [play]
Ramones – Sheena Is A Punk Rocker [play]
Sid Vicious – My Way [play]
Bee Gees – How Deep Is Your Love [play]
Bruce Springsteen – Born To Run [play]
The Beatles – Back In The USSR [play]
The Clash – This Is Radio Clash [play]
Dead Kennedys – California Über Alles [play]
Black Sabbath – Paranoid [play]

(Hanno partecipato: il sottoscritto, Laura e Claudia.)

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Pogo

08/22/2011

Il posto è essenziale, ridotto ai minimi termini, un rettangolo con i lati corti occupati rispettivamente da un piccolo palco e da una zona con i tavolini, mentre i due lati lunghi ospitano il bancone del bar e un minuscolo corrimano di legno, dimensionato per ospitare, come una cartucciera, il nastro di bicchieri di birra immolati durante l’happy hour. Un occhio attento riconosce immediatamente quella che sarà l’area più movimentata, ché i gruppetti in attesa la delineano piuttosto bene. L’occhio attento fa subito altre due cose: 0] identifica i buttafuori, 1] battezza i vari personaggi presenti. Ci sono i ragazzotti senza maglia e con il cappellino da baseball girato, c’è il gruppo di quelli più anziani, qualche simil-skinhead, il gruppetto dei fighetti. La musica è quella di riscaldamento, quella che mette in circolo l’alcool e comincia a far muovere le teste e i piedi. Passano i Korn, qualcosa dei Guns, poi con i Pantera c’è il cambiamento di disposizione sul campo: i gruppetti di cui sopra cominciano a riempire l’area in precedenza rimasta vuota, davanti al palco, mentre quelli meno interessati al sudore e alle spallate prendono il posto lasciato libero dai primi. Io sono di lato, a finire il bicchiere, con il piede che però è già partito, in attesa del pezzo che mi fa girare l’interruttore e ciao. Ed eccolo che arriva, chitarra e piatti, basso, tamburi e cowbell, poi tutto assieme, e infine, il click: “Killing in the name of”. E ciao. Nella bolgia, l’occhio attento ha le sue conferme: i ragazzini che fanno caciara e basta, i vecchi che ci vanno giù pesi ma con giudizio, quello troppo ubriaco che rischia di far male e basta. Le ragazze dopo mi chiederanno come ho fatto a far balotta così in fretta: è semplice, perché in quella che vista da fuori può sembrare una cosa senza controllo ci sono delle regole di comportamento che vanno rispettate, altrimenti ci si fa male. La prima, la più semplice, e la più utile per capire che tipo è quello con il quale stai sgomitando, è sostenere chi sta perdendo l’equilibrio, o aiutarlo a rialzarsi nel minor tempo possibile, per evitare calpestamenti. E dunque ci si riconosce immediatamente. In mezzo a quei corpi sudati perdo la cognizione del tempo, i pezzi si susseguono senza sosta in un vortice di schiene e braccia, ma sempre mantenendo il controllo (anche perché l’abbondante perdita di liquidi si porta via in fretta l’alcool). Qualche pezzo lento permette di riprendere fiato e chiacchierare, poi di nuovo via con il contatto fisico, ma con il divertimento come obiettivo primario. E alla fine di tutto ti ritrovi fradicio di sudore, con qualche ammaccatura ma felice, e con una quindicina d’anni in meno sulle spalle.

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Del perché Creep mi fa venire i brividi nelle cosce

07/12/2011

Quella chitarra che gratta, quella specie di suono di accordo, di prova, è lei che mette in moto tutto: sento i muscoli che guizzano, che si preparano a scattare, e poi niente, devono tornare a bada. Perché ha questa potenza, che però è compressa, tenuta per lo più chiusa, e quando esce, boooom, mi si rizzano i peli delle gambe. E non succede spesso, giuro.

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Shame on me – la playlist “Lentoni”

06/1/2011

Sedici anni e non sentirli.
Voglia di tenerezza o strappare mutande? Boh? Both?

Ask for More – Billie the Vision & the Dancers [play]
Someday Somehow – Billie the Vision & the Dancers [play]
Round Here – Counting Crows [play]
Perfect Blue Buildings – Counting Crows [play]
That Look You Gave That Guy – Eels [play]
Caralho Voador – Faith No More [play]
Ghost Song – Jim Morrison and The Doors [play]
Latino Chrome – Jim Morrison and The Doors [play]
Nine million bicycles – Katie Melua [play]
Perfect Day – Lou Reed [play]
Oceans – Pearl Jam [play]
Indifference – Pearl Jam [play]
Wish list – Pearl Jam [play]
Just Breathe – Pearl Jam [play]
Disarm – The Smashing Pumpkins [play]
Mellon Collie and the Infinite Sadness – The Smashing Pumpkins [play]
Farewell and Goodnight – The Smashing Pumpkins [play]
Tonite (Reprise) – The Smashing Pumpkins [play]
Creep – Radiohead [play]
Codex – Radiohead [play]

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Foto con il tappo davanti

05/13/2011

Il cantante che da solo sistema scaletta e cavi sul palco, nella penombra, i faretti a media potenza, che riescono comunque a disegnare tubi di luce nell’aria.

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