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[Tip] Ricodificare l’audio di un video

Un instant post per ricordarmi in futuro di come ho fatto una cosa con il mio nuovo acquisto: una tv per poter gustare al meglio i film e i video del computer.
Questa volta il problema è un video AVI che nella nuova TV si vede, ma del quale non viene riprodotto alcun suono. Un veloce controllo indica che usa un codec audio AC3, che evidentemente non è supportato dalla TV, mentre il controllo su uno che si sente riporta MPEG-1 Layer 3 come codec. Come fare quindi a ricodificare il filmato? Mi aiuta mencoder:

mencoder file_ac3.avi -o file_mp3.avi -of avi -oac mp3lame -ovc copy

Giusto il tempo della ricodifica et voilà, il filmato è pronto per la visione sul TV.

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Cosa ho imparato al WordCamp #wcmi

Venerdì e sabato ho partecipato al WordCamp 2010 Milano, e ci tengo a ringraziare pubblicamente Wolly per l’organizzazione, e gli speakers per i talk molto interessanti.

Qualche riflessione.

* “Content is the king”, indubbiamente, ma ci vuole un buon contenitore per contenere il contenuto, e WordPress svolge questo ruolo più che egregiamente;
* I plugin, croce e delizia del nostro blog. Sono importanti [ho salvato quelli che ho ritenuto più interessanti nel mio account su Delicious man mano venivano citati], vanno tenuti aggiornati, e rimossi se non usati;
* L’utente admin, impostato di default per l’amministrazione del blog, va rimosso, previa la creazione di un utente ad-hoc con gli stessi privilegi. Lo farò nei prossimi giorni;
* WordPress 3.0, attualmente in stato di Beta, introdurrà molte migliorie e features interessanti, alcune ora disponibili solo come plugin, tipo i custom type post e le tassonomie. Ah, ci sarà anche il merge con WPMU, la versione multiuser; qui l’elenco delle novità della versione 3.0;
* Buddypress potrebbe essere una buona soluzione per creare un social network, nel caso in cui Friendfeed si rompa definitivamente ;)

[UPDATE: elenco di seguito le slides dei talk, appena disponibili]

* La sicurezza di WordPress per non sparire da Google [Sean Carlos], qui;

Alla prox

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Android-x86 su Asus EEEPC 701

Ovvero come giustificare finalmente la presenza del netbook nel marasma dell’angolo tecnologico della casa.

Allora, ho ereditato l’ASUS EEEPC 701 Surf 2G (pimpato da una SCHD da 4 oppure 8GB) da mio babbo per scopi educativi, tipo “ormai l’ho preso, ma non riesco a farci niente, vedi un pò tu”. Inizialmente montava l’OS di default, e cioè Xandros, che ho prontamente arato per smanettarci un poco. Se non ricordo male, il primo OS testato era gOS, scelto perchè montava il mio DE preferito, E17; ma è durato poco, l’integrazione tra il DE e l’Ubuntu sottostante non era perfetta, e soprattutto risultava difficile gestire alcune finestre che sbordavano verso il basso, nell’esiguo 7″ che monta questo netbook.
Sono poi passato a Easy Peasy, che per primo mostrava l’innovativa interfaccia Netbook Remix, specifica appunto per questo tipo di device; ma la presenza di Ubuntu era sempre troppo ingombrante, e l’interfaccia era anni luce dal poter essere descritta come fluida.

E il giocattolino è rimasto fermo per diversi mesi. Ero addirittura tentato di installarci un qualche *BSD (tipo NetBSD), giusto per riuscire a rosicare un pò di risorse il più per la parte grafica.

Poi, qualche giorno fa ho letto questo articolo su OssBlog e, positivamente incuriosito, ho deciso di tentare la fortuna, per rendere il netbook simile a qualcosa di realmente utilizzabile. E questo è quanto osservato finora.

Il test

Prerequisiti
* Il netbook;
* I’immagine ISO del LiveCD (io ho usato questa);
* un pendrive grande a sufficienza da contenere la ISO;
* unetbootin (o qualcosa di simile per flashare il pendrive e renderlo bootabile);

Steps
* Flashare nel pendrive la ISO con il proprio tool preferito, ricordandosi di rendere bootabile il pendrive;
* Bootare il netbook con il pendrive inserito, ricondandosi di selezionare il boot da USB;
* Selezionare, nel menu che appare, la modalità di boot preferita (sessione live oppure installazione su disco);
-> Partenza live: boot piuttosto rapido, e a meno dell’impossibilità di salvataggi persistenti non ho notato grossi rallentamenti;
-> Installazione su disco: un poche richieste, selezione del disco, tipo di filesystem, installazione o meno del bootloader;
Poi scelta tra reboot o partenza.
* Ecco, ora, in un modo o nell’altro, avete una sessione funzionante di Android sul vostro netbook :)

Annotazioni
* La rete WEP è stata vista senza problemi, e la connessione è rapida e indolore;
* Dopo lo stand-by, il sistema fatica un pò a riconnettersi;
* Ho trovato il touchpad un pò scomodo da usare, mi muovo meglio con la tastiera;
* Il tasto ESC chiude la finestra corrente;
* Il tasto Menu (a dx della barra spazio) fa apparire il menu contestuale nel footer del display;
* Non so come installare una applicazione dal Android Market;
* Per scrollare una pagina, left click + touchpad

Per ora, questo è quanto emerso dal veloce test effettuato questa sera; il sistema è molto veloce, e fa sembrare l’Ubuntu installato in precedenza un grosso lumacone. Sembra proprio che Android sia riuscito a dare un senso questo netbook (IMHO).

Alla prox

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Nuova versione -> programma migliore!

Ebbene si, in questo caso la risposta e’ affermativa!
Mi riferisco a Sylpheed, IMHO uno dei migliori client di posta attualmente disponibili, e che sto utilizzando da diverso tempo. L’ho introdotto tempo addietro, e ora ci torno sopra perche’ il progetto sta evolvendo ad un ritmo impressionante, la 2.3.0.beta1 e’ stata rilasciata il 29/09/2006, mentre la beta5 e’ uscita il 10/11/2006, ed e’ una signora beta!
Il programma e’ molto stabile, ha acquistato parecchia velocita’ di esecuzione, il consumo di memoria e’ praticamente irrisorio, e finalmente sono state introdotte alcune features mancanti che lo rendono ancora piu’ appetibile anche ad una utenza non esperta.
Il programma e’ ora riducibile ad icona con scomparsa nella traybar, e l’icona che compare cambia alla ricezione di nuovi messaggi, in modo da avere sott’occhio la situazione senza ulteriori click del mouse. Un altro punto a favore e’ la semplicita’ di installazione, che controlla la presenza di una versione precedente, provvede a rimuoverla mantenendo le impostazioni e le email (ma va!), e prosegue con il setup vero e proprio della nuova release.
Per quanto riguarda gli sviluppatori, e’ molto interessante la presenza di una LibSylph, attualmente in versione alpha: praticamente e’ una libreria di funzioni che permette la creazione di un proprio client di posta, sfruttando questo layer sottostante e gia’ testato (Sylpheed si basa proprio su questo…).
Non mi resta che consigliarvi di installarlo, magari per prova, e vi accorgerete del valore di questo ottimo programma.

Alla prox

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