Una considerazione estemporanea sul sonno

Durante le ultime due notti ho dormito male. Vuoi per il caldo nella stanza, vuoi per la treccia di fili e il borsello a lato, sono state due notti movimentate, un continuo rotolarmi da una parte e dall’altra. Ieri sera, ad un certo punto, durante l’ennesimo rotolamento mi sono ritrovato a formulare, piuttosto lucidamente, quasi da sveglio, un pensiero. “Cosa cazzo ti giri a fare da questa parte? Ci hai già provato ed è andata male”. Non mi era mai capitato. Poi vabbè, ho proseguito per non interrompere il ritmo di rotolamento. 

Del non avere orologi da aggiornare a mano

Non ho un orologio da polso.
Nemmeno uno da parete.
O una radiosveglia.
In quello dell’auto si è fulminata la retroilluminazione, quindi è come se non ci fosse.
Uso l’orologio del cellulare oppure quello del PC, ed entrambi si aggiornano da soli.
Ne segue che i vari cambi di orario a volte mi passano di mente.
Poi accade che un lunedì mattina mi sveglio completamente rincoglionito, in uno stato di simil-fattanza, senza riuscire a rimediarmi. Chissà cosa sarà.